DISEGNARE
Stefania Ravasi

Stefania Ravasi

L’importanza di disegnare nell’infanzia

Pennarelli, gessetti, matite colorate, tempere… non importa come e dove disegnare, basta poterlo fare! Con i suoi innumerevoli benefici, questa attività favorisce al contempo lo sviluppo motorio, cognitivo ed emotivo…una vera palestra per il tuo bambino, per crescere divertendosi!

Indice

1. Disegnare nell’infanzia: introduzione

Quante volte vi sarà capitato di ritirare i bambini dall’asilo con tutte le mani sporche di colore, o di litigare con il detergente per togliere la pittura dei muri?

Disegnare è una vera e propria palestra per il vostro bambino, in cui cresce divertendosi.

Oltre a essere una tra le attività ludiche preferite, è importante conoscere il disegno per un altro suo inestimabile valore, ossia quello di essere un canale privilegiato di conoscenza dei bambini e delle bambine che lo apprezzano, e dunque al contempo un loro canale di comunicazione a tutti gli effetti.

Se vogliamo conoscere i bambini possiamo infatti osservare come si esprimono e come si comportano, ma per capire quello che sentono e le emozioni che vivono basta osservare semplicemente quando disegnano.

Basta anche solo provare a osservare quando i bambini disegnano per scoprirli  assorti, seri e silenziosi, completamente immersi, per capire l’importanza di questa attività e cominciare a sostenerla anche oltre l’infanzia come attivatore di un processo di individuazione e agente potenziante di competenze cognitive ed emotive e relazionali che si svilupperanno nel corso dell’esistenza.

2. Disegnare: ruolo nello sviluppo psicofisico

Questa piacevole e utile attività generalmente compare nei bambini verso i 15 mesi con tratti casuali e poco intenzionali, più di scoperta, ma solo dai 22 mesi questi segni acquistano una certa precisione e risultano ascritti in un gesto finalizzato e intenzionale, con tratti verticali, orizzontali e circolari e con la scelta dei colori.

Dai tre anni in poi, i piccoli tentano la rappresentazione della figura umana, con abbondanza di forme rotonde e una sproporzione che rende la rappresentazione grafica della persona il cosiddetto “omino testone”; solo dai quattro anni circa, iniziano ad apparire simboli, figure umane complete, case, famiglie e alberi, accompagnati da un’attenta verbalizzazione e descrizione.

Tutte queste attività e queste evoluzioni rivestono un grande ruolo nello sviluppo psicofisico del bambino, perché consentono di rafforzare da un lato la parte razionale del loro cervello ovvero l’emisfero sinistro deputato allo sviluppo di competenze esecutive, di coordinazione, di organizzazione, di pianificazione, di movimento, e dall’altro di sviluppare e stimolare l’emisfero destro implicato nelle esperienze emotive.

Per quanto riguarda lo sviluppo dell’emisfero sinistro infatti, i primi tratti che i bambini lasceranno sul foglio non avranno alcun senso: in questa fase i bambini non hanno ancora infatti sviluppato sufficiente coordinazione tra cervello, occhio e mano, ecco perché mancheranno nel foglio ordine e significato, nei loro disegni spesso la matita o il pennarello uscirà dal foglio e tenteranno di fare un tratto molto marcato sul foglio addirittura muovendo il braccio la spalla e persino tutto il corpo come se stessero ballando con in mano il pastello.

3. Disegnare aiuta la coordinazione visiva e motoria

In questa fase di progressivo allenamento delle funzioni di coordinazione visiva e motoria e pianificazione, il bambino a poco a poco inizierà a perfezionare il suo approccio al disegno: è importante che lo lasciate libero di sperimentarsi e di sperimentare egli stesso impugnature e tecniche, imparando pian piano ad acquisire maggiore consapevolezza delle loro abilità manuali e della motrice motricità fine, migliorando il movimento delle dita fondamentale affinché più avanti posso stare a scrivere.

Inoltre, questa attività aiuterà il piccolo a organizzare le idee e migliorare la percezione dello spazio, nonché la capacità di osservazione, di attenzione e di concentrazione essendo l’obiettivo principale quello di rappresentare la realtà sulla carta nel modo più fedele possibile.

Altro aspetto fondamentale è l’acquisizione della capacità di aver pazienza di attendere, in quanto un disegno benfatto richiede molta cura e dedizione.

Oltre a essere un segno visibile e tangibile della propria consistenza, della propria efficacia e della propria agentività sul mondo come a dire “io ci sono, io esisto, io sono capace”, grazie al disegno i più piccoli riescono anche a esprimere le proprie emozioni, anche quando non sono ancora in grado di capirle e verbalizzarle.

Questo aspetto è importantissimo se pensiamo a quanto importanza la scuola dia normalmente a materie quali la matematica e le scienze un peso importante, anche in termini di ore dedicate, a discapito di altre materie come arte e tecnologia e altre attività che potrebbero essere importanti per lo sviluppo dell’emisfero destro che invece supporta la creatività e l’intuizione.

4. Disegnare significa esprimersi

Disegnare aiuta lo sviluppo dell’emisfero destro e aiuta così i bambini a fronteggiare e gestire –in maniera ludica e divertente dunque leggera – le emozioni forti che caratterizzano le loro giornate, stemperandole e sfogandole attraverso un canale più accettabile rispetto al comportamento o al linguaggio che è appunto il disegno; esprime ciò che si agita nel bambino e che non riesce a essere verbalizzato.

Quante volte è capitato di vedere disegni carichi per esempio di paura, magari simbolizzata disegnando un fantasma o una strega cattiva, piuttosto che disegni con una forte componente rabbiosa e aggressiva non altrimenti esprimibile in un altro modo, quindi per esempio magari disegni con fuoco, fiamme, lotta, guerre, draghi cattivi sputafuoco?

Ciò ovviamente non significa che dietro a ogni singolo elemento del disegno si cede un significato nascosto, piuttosto che attraverso il disegno il bambino riesca esprimere delle emozioni che in altra maniera non si permetterebbe e sarebbe difficile: è socialmente, sia all’interno della classe o con i genitori, più accettabile fare un bel disegno raffigurante una guerra, piuttosto che assumere un atteggiamento è un linguaggio violento.

I disegni fatti dai bambini, infatti, costituiscono un vero e proprio strumento di comunicazione, che sanno non potrà mai essere giudicato negativamente o ammonito dai genitori: ecco perché quando regalano o mostrano un loro disegno a un adulto si sentono accettati, e orgogliosi del lavoro prodotto, incoraggiarli e lodarli per quanto hanno fatto è importante e consente loro di sentirsi accolti nelle loro emozioni, e apprezzati nel proprio lavoro, con benefici sull’autostima.

Inoltre più si coltiva la creatività, più creativi si diventa, qualità utile, quest’ultima, in tutti gli ambiti esistenziali soprattutto nel problem solving, e che può essere incentivata prediligendo il disegno libero al disegno da colorare.

5. Conclusioni

Lasciate, quindi, che i vostri figli si dedichino al disegno tutto il tempo che vogliono, lasciando che siano loro a scegliere contenuti e colori di ciò che vogliono disegnare.

Insomma, permettetegli di creare con assoluta libertà, avrete inoltre la grande occasione di esplorare il mondo dei vostri figli, ancora di più se chiederete loro di spiegarvi i disegni, incentivando al contempo lo sviluppo del linguaggio: rimarrete sorpresi dalla ricchezza della loro inventiva.

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