noia
Stefania Ravasi

Stefania Ravasi

“Uffa, che noia!” A cosa serve la noia?

Ebbene sì, annoiarsi fa bene! Imparare a gestire la noia è una competenza che aiuta lo sviluppo di altre capacità utili alla crescita, tra cui fiducia in sé stessi, autostima, gestione di frustrazione e rabbia, prendere decisioni. Quindi, concediamo ai nostri figli di annoiarsi, ma creativamente!

Indice

1. Introduzione alla noia

A cosa serve la noia, e quanto è importante poter farla sperimentare ai figli?

Tradizionalmente, la noia è uno stato d’animo che viene percepito come qualcosa di negativo, un vuoto che sentiamo di dover colmare con qualcosa da fare che sia divertente o utile.

Proprio perché la noia è difficile da sopportare, complici anche i ritmi incalzanti che quotidianamente viviamo, per i genitori vedere un bambino annoiato è quasi fastidioso e per questo motivo si sentono obbligati a riempire ogni singolo momento della loro giornata con qualcosa da fare: sport, musica, giochi al parco, ecc e così accade che, per non trovarsi a gestire imprevisti o tempi diversi da quelli che si hanno a disposizione, si scelga di anticipare soluzioni, a volte sostituendoci ai bambini anche nella gestione delle piccole azioni quotidiane.

Ma quanto è utile alla crescita dei bambini stimolarli costantemente? Al contrario di quanto si possa pensare, la noia è uno stato d’animo fondamentale per il loro sviluppo cognitivo ed emotivo. Innanzitutto, abbandonarsi alla noia dà al corpo e alla mente – non solo dei piccoli ma anche dei grandi – il tempo di riposare, cosa importantissima sia perché i muscoli del corpo, compreso il cuore, durante il riposo si rinforzano sia perché favorisce l’apprendimento, processo indispensabile per la crescita: durante il riposo il cervello immagazzina ricordi ed eventi, elabora pensieri e allena la memoria, favorendo i collegamenti sinaptici implicati  nella crescita cognitiva, che saranno quelli che poi consentiranno di adattarsi positivamente alle richieste del mondo.

2. La noia è anche riflessione

Oltre a questa funzione ristoratrice, la noia dà spazio alla riflessione, all’introspezione e alla creatività, in cui il cervello inizia a lavorare per trovare il modo di uscire da questo stato d’animo inizialmente percepito e vissuto come scomodo e negativo.

In realtà, imparando a sostare nella noia si impara a escogitare e scegliere come riempire il proprio tempo, è un forte stimolo per i bambini che sono così spinti ad attivarsi e a trovare da soli la risposta, la soluzione, favorendo l’allenamento di risorse importanti per tutta la vita, quali l’autonomia e la responsabilità.

Un bambino che ha tempo per sé stesso ha la possibilità di capire cosa gli interessa veramente, quali sono le sue vere passioni.

Per far sì che il vuoto diventi propositivo, i bambini hanno bisogno di fermarsi, avere il tempo anche per annoiarsi e cercare un modo creativo per fare qualcosa di nuovo, per scegliere cosa fare e cosa non fare, per sperimentare, per fare nuove scoperte.

3. L’aiuto dei genitori

Imparare a sperimentare e tollerare la noia è quindi importante e salutare, fin da piccoli devono imparare a riempire i vuoti di spazio e di tempo: solo in questo modo possono imparare a sviluppare competenze, sperimentare limiti e frustrazioni, avere fiducia in sé, gestire la rabbia e la frustrazione, utili per il percorso di crescita.

Per poter trarre il miglior insegnamento di crescita dalla noia, i bambini hanno bisogno di tempo veramente libero, in cui non gli venga detto cosa guardare, cosa disegnare, a cosa giocare, cosa costruire.

L’aiuto migliore che i genitori possono dare è dunque non trovargli sempre qualcosa da fare ma creare occasioni per sperimentare in autonomia queste sensazioni negative affinché possa maturare una propria personalità e indipendenza.

Di fronte a manifestazioni di noia (non so cosa fare, mi annoio) si tende a risolvere, se non addirittura a prevenire, tale richiesta di aiuto riempiendo il tempo dei propri figli con tutta una serie di attività (corsi pomeridiani, weekend impegnati in attività…): spronare e promuovere le passioni nei bambini non è sbagliato, anzi è molto importante: fin da piccoli è necessario spingere i nostri figli verso possibili passioni, senza però forzarli, senza consumare tutte le loro energie ma organizzando la settimana e le singole giornate di modo che sia contemplato anche il tempo libero, in cui il bambino potrà ritagliarsi un proprio spazio personale per rilassarsi e godere del dolce non far niente.

4. Cosa fare nel concreto per educare alla noia?

Nel concreto, la prima cosa da fare è concedere anche a voi stessi come adulti un po’ di buona sana noia: cercate di ritagliarvi dei momenti durante la settimana per non fare assolutamente nulla, senza sensi di colpa o timori vari, provando a vivere questi momenti facendosi trasportare i con la curiosità e l’entusiasmo di vedere dove ci portano.

Noi adulti siamo dei modelli per i figli, loro imparando osservando: un genitore deve sempre ricordare che qualsiasi sua azione verrà riprodotta dai figli, che cercano di imitare i più grandi, di atteggiarsi come loro e di occupare il tempo come fanno mamma o papà.

Se impariamo noi in prima persona ad apprezzare la noia, sarà più facile farlo anche per i vostri figli, che vedranno la noia come qualcosa di normale e di tollerabile.

Per educare alla noia, è importante anche che il bambino possa avere un ambiente a sua misura, all’interno del quale lui si può muovere ed esplorare.

Se ha materiali, strumenti, attività tra i quali può scegliere, la noia scompare. Anche se la società di oggi ce lo impone, è fondamentale che la noia non venga cancellata da uno schermo che si accende, perché ciò lascia il piccolo nella stessa situazione passiva in cui si trovava quando sperimentava la noia: con lo schermo il bambino si lascia riempire, mentre la noia impone che lui trovi un suo modo attivo per riempire il senso di vuoto.

5. E se la noia non passa?

E quando proprio la noia non vuole andare via, provate con la relazione: se i bambini sono in gruppo o in compagnia, si organizzano più facilmente e trovano il loro modo per attraversare la noia e per trasformarla in attività condivise.

E quando i bambini chiedono “E adesso cosa facciamo? Non so a cosa giocare! Mi annoio”, stimolateli, ma nel modo giusto e nei tempi giusti: qualche volta lasciateli a loro stessi, stesi sul pavimento con i pensieri a ciondoloni; non incalzateli continuamente, se si lamentano, fateli fare. Magari basteranno dieci minuti prima che la loro fantasia inizi a galoppare e trovino da soli il modo di impegnarsi.

La mente dei bambini è creativa, sostenetela lasciando loro libertà e autonomia, non limitatela con proposte incalzanti. Così facendo, starete trasmettendo ai vostri figli un importante insegnamento di crescita, cioè che quando si “perde tempo” si “guadagna tempo” perché compaiono le idee, si trovano soluzioni creative, si cercano antidoti alla noia e nuove strade di ricerca.

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