capricci
Costanza Fogazzaro

Costanza Fogazzaro

Come gestire i capricci: 4 consigli

Oggi conosceremo alcune delle strategie che possiamo mettere in atto per contenere i capricci e trasformarli in un insegnamento a lungo termine.

Indice

1. Consiglio n. 1 sui capricci: nominare a parole e rispecchiare la mimica facciale

Nominare a parole e rispecchiare con la mimica facciale l’emozione che il bambino sta vivendo.

Dicendogli per esempio:

“Caspita! Sei proprio arrabbiato!”.

I bambini, infatti, non sempre sanno cosa stanno provando, deve essere l’adulto, almeno in un primo momento, a dare un significato a ciò che stanno esperendo.

2. Consiglio n. 2 sui capricci: validate le emozioni

Validare l’emozione riconoscendogli una causa

“Cosa ti ha fatto arrabbiare così tanto? Cos’è successo?”.

Riconoscere l’esistenza di un motivo scatenante, aiuterà il bambino a sentirsi compreso.

3. Consiglio n. 3: la respirazione

Spostare l’attenzione dal motivo del capriccio alla respirazione, proponendo di fare insieme tre lunghi respiri, per esempio.

Questo lo aiuterà ad abbassare istantaneamente l’attivazione emotiva e creerà in lui una maggiore disponibilità all’ascolto ed alla ricerca di una soluzione.

I capricci sono prevalentemente una manifestazione di rabbia. La rabbia è un’emozione come la gioia, la tristezza, la paura ecc… Come tale, infatti, la sua funzione è legata alla sopravvivenza.

Quindi, quando la rabbia viene esperita ed espressa, anche se sotto forma di capriccio, ha sempre un motivo o una causa scatenante. 

4. Consiglio n. 4 sui capricci: strategia di Marsha Lineha

Esiste inoltre un’altra strategia non molto conosciuta. Questa viene proposta da Marsha Linehan e prevede di mantenere per qualche secondo una posizione in cui i palmi delle mani sono aperti e rivolti verso l’alto o verso l’esterno e in viso un “mezzo sorriso”. L’idea è più o meno questa.

Fatemi sapere se ci provate e se volete altre strategie mi trovate su Parentube!

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