VEGETARIANA
Anna Galbiati

Anna Galbiati

biologa Nutrizionista

Alimentazione vegetariana: benefici e rischi in età evolutiva

Ad oggi, in Italia, ci sono sempre più persone che scelgono di seguire diete vegetariane. Tuttavia non tutte le diete vegetariane sono uguali: partiamo con una breve differenziazione.

Indice

1. Dieta vegetariana: definizione

La dieta latto ovo vegetariana, nonché la più diffusa, è un tipo alimentazione che esclude il consumo di tutti i tipi di carne, quindi anche pesce, ma consente l’utilizzo dei derivati degli animali, come uova e latticini. Le diete vegane, invece, si basano esclusivamente su alimenti di origine vegetale, escludendo anche i derivati animali prima citati.

Ci sono anche schemi alimentari molto più restrittivi come la dieta crudista e quella fruttariana che limitano molto la tipologia di alimenti ammessi nella propria alimentazione, di cui però non tratteremo, vista anche la loro limitata diffusione.

La letteratura scientifica ci suggerisce che non c’è nulla di male nel crescere un bambino con una dieta vegetariana, purché venga posta adeguata attenzione agli equilibri di macro e micro nutrienti ed eventualmente ad integrare alcune componenti chiave per lo sviluppo.

La crescita e lo sviluppo di un bambino vegetariano infatti è assolutamente paragonabile a quella di un coetaneo onnivoro: attenzione però alle diete fai da te! Se i genitori dovessero avere dubbi sulle integrazioni o sulla distribuzione dei nutrienti è sempre utile rivolgersi ad un nutrizionista o al pediatra.

2. Dieta vegetariana: a cosa bisogna stare attenti

A cosa bisogna stare particolarmente attenti?

Per quanto riguarda i più piccoli, se guidati nella scelta vegetariana, bisogna stare attenti ai componenti chiave utili per il loro sviluppo psico fisico ottimale: tra i macro nutrienti attenzione alla quota di proteine da somministrare e tra i macronutrienti attenzione a  vitamina B12, DHA, ferro, vitamina D e calcio, che si possono però somministrare attraverso integrazione aggiuntiva.

Spesso capita che i bambini rifiutano alcuni alimenti o non desiderano mangiare verdura, frutta e altri vegetali: anche in questa fase bisognerà essere particolarmente attenti a garantire al piccolo tutti i nutrienti di cui ha bisogno.

L’alimentazione vegetariana si basa sull’uso di gruppi alimentari vegetali cucinati in modo semplice e vario, ricalcando la piramide alimentare tradizionale.

Bisogna quindi tenere in considerazione le linee guida già proposte anche per i bambini onnivori:

  • utilizzare metodi di cottura semplici;
  • non abusare nell’utilizzo di condimenti;
  • non somministrare eccessive quantità di zucchero;
  • variare il più possibile l’alimentazione, per abituare il bambino a mangiare un po’ di tutto;
  • bere adeguate quantità di acqua.

 

Inoltre, come accennavo, bisogna focalizzarsi sul garantire gli apporti corretti di alcune categorie alimentari particolari:

  • partiamo dalle proteine: le fonti proteiche di un bambino vegetariano si riducono rispetto a quelle bambino onnivoro. Bisogna assicurarsi quindi che i piccoli consumino adeguati quantità di fonti proteiche, cercando di non abusare di formaggi, ma alternandoli correttamente con legumi, uova e derivati della soia.

  • per quanto riguarda i micronutrienti, vitamina B12, DHA, ferro, vitamina D e calcio, questi possono essere inseriti nell’alimentazione con un utilizzo di cereali integrali, legumi semi a guscio come noci, semi di chia, semi di lino e l’olio derivato. Bisogna comunque tenere presente che i parametri ematici relativi ai micronutrienti sono da tenere sotto controllo, anche con l’aiuto del pediatra.

  • Le linee guida italiane per l’alimentazione a base vegetale sono uscite grazie alla collaborazione tra la Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana e l’Università Politecnica delle Marche e propongono un modello di alimentazione vegetariana e mediterranea che soddisfa i LARN, ovvero i Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti. Il progetto che ne è risultato si chiama Il Piatto Veg, che dà consigli alimentari appropriati sia per grandi che per piccoli.

3. Ulteriori considerazioni sulla dieta vegetariana

Ciò che spesso si sente chiedere è se sia corretto imporre la dieta vegetariana ai bambini.

In generale avviene che tutti i genitori, vegetariani o onnivori, scelgano il tipo di alimentazione per i figli finché questi non sono abbastanza grandi per decidere da soli.

È quindi legittimo che se una famiglia cucina a base vegetale i bambini si abituino alla cucina di casa.

Durante lo svezzamento i piccoli non percepiscono la differenza tra la propria alimentazione e quella degli altri bambini, ma spesso i genitori stessi si chiedono cosa succederà nel momento in cui i piccoli andranno a scuola e si dovranno confrontare con gli altri.

In realtà oggi si può osservare come i bimbi siano, già da piccoli, più abituati alla diversità e quindi un’alimentazione vegetariana non dovrebbe in nessun modo costituire un problema di tipo sociale.

Inoltre, la direttiva ministeriale sulla refezione scolastica prevede che si possa richiedere un menù vegetariano o vegano senza bisogno di presentare alcun certificato medico.

Man mano che i bambini crescono cominceranno a scegliere da soli cosa mangiare e nella maggior parte dei casi vengono lasciati liberi di decidere se ampliare il proprio menù. In ogni caso è bene lasciare i figli liberi di sperimentare, in modo che, crescendo, la scelta della dieta sia consapevole.

Al contrario invece, ci sono poi bambini che decidono in modo autonomo di diventare vegetariani all’interno di una famiglia che consuma carne. Questi bambini vanno ascoltati, al fine di capire se si tratta di un gioco o di qualcosa di più.

Già dalle elementari iniziano a capire che mangiare la carne comporta l’uccisione di un animale e, se la loro sensibilità lo richiede, sarà opportuno seguire il loro desiderio e limitare o eliminare le pietanze animali dalla dieta.

 

Alimentazione vegetariana: benefici e rischi in età evolutiva

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