Pianto del neonato
Dott.ssa Paola Cannavo

Dott.ssa Paola Cannavo

Pianto del neonato: 4 strategie per gestirlo

INDICE CONTENUTI

1. Pianto del neonato: introduzione

Nelle mie consulenze con i neogenitori, mi trovo spesso a sottolineare l’importanza di provare a comprendere il pianto del neonato, soprattutto nelle delicate fasi iniziali in cui sembra che dei piccoli marziani siano giunti sulla terra. È come se si trovassero in un territorio completamente nuovo, dove le persone parlano una lingua sconosciuta e i nuovi molteplici  stimoli possono spaventarli. Questa esperienza è molto simile a quello che un neonato vive sin dai primi istanti di vita.

Il pianto del neonato non è mai un capriccio

Il pianto del neonato non è mai un capriccio né un segno di inadeguatezza da parte dei genitori. In realtà, è il modo principale che il neonato ha per comunicare le sensazioni che gli si presentano ogni giorno, per lui completamente nuove e senza un nome né una spiegazione precisa. Il pianto è il suo unico strumento di espressione e comunicazione con voi, i suoi genitori.

2.Il pianto del neonato come oggetto di frustrazione per i genitori

Sappiamo però che il pianto è spesso oggetto di frustrazione da parte dei genitori, che si sentono pervasi dall’ansia ansiosi e cercano disperatamente un modo immediato per farlo smettere. Tuttavia, è importante comprendere che in queste situazioni ciò che è realmente utile per il bambino e per i genitori è di fermarsi un attimo e dedicare del tempo per provare a comprendere il messaggio che il nostro bambino sta cercando di comunicare attraverso il suo pianto.

Il pianto è il linguaggio dei neonati

Il pianto è il linguaggio primario dei neonati e il loro unico modo di esprimere le loro necessità e i loro disagi. Piuttosto che sentirsi sopraffatti o frustrati, è importante adottare un approccio empatico, cercando di mettersi nei panni del neonato e di decifrare il significato del suo pianto. Osservando attentamente il suo linguaggio del corpo e cercando di identificare le possibili cause di ciò che lo fa piangere, possiamo iniziare a comprendere meglio le sue esigenze e a rispondervi adeguatamente.

Prova a  comprendere il pianto

Prendersi il tempo per ascoltare e comprendere il pianto del neonato può essere una sfida, ma è un passo fondamentale per stabilire una connessione profonda con il nostro piccolo e per costruire una relazione di fiducia reciproca. Invece di cercare soluzioni immediate per far smettere il pianto, proviamo a rallentare e a dedicare tempo ed energie per decifrare il messaggio del nostro bambino. Potremmo scoprire che il pianto può essere causato da un bisogno primario come fame, stanchezza, vicinanza fisica, che deve essere soddisfatto i. O potrebbe essere un segnale di disagio, come fastidio o dolore.

Diventa un genitore consapevole

Quando ci prendiamo il tempo necessario per ascoltare il nostro bambino e comprendere il suo pianto, ci mettiamo sulla strada per diventare genitori consapevoli e empatici. Ricordiamoci che ogni neonato è un individuo unico e che richiede un’attenzione personalizzata. Non abbattiamoci dalla frustrazione, ma cerchiamo di avvicinarci al pianto del nostro bambino come a un’opportunità di comprensione e di connessione più profonda con lui.

3. Pianto del neonato e reazione impulsiva dei genitori

La prima reazione di fronte a un neonato che piange è, invece, di solito quella di correre in suo aiuto, magari cercando di distrarlo o mettendogli il ciuccio. Tuttavia, è importante comprendere che queste azioni spesso derivano dalla nostra ansia e dalla nostra frustrazione nel vedere e sentire un bambino piangere. Invece, è molto più utile fare un bel respiro e prendersi un istante per osservare attentamente l’ambiente che lo circonda, ponendosi delle domande cruciali: cosa stava accadendo prima che iniziasse a piangere? Cosa sta succedendo adesso? Di cosa può aver bisogno ora?

Valuta le possibili ragioni del suo pianto

Invece di reagire impulsivamente con l’obiettivo primario di far smettere di piangere il neonato, dedicare un momento per riflettere e analizzare la situazione può fornire importanti indicazioni proprio sulle cause del pianto stesso. Potrebbe essere utile valutare se è affamato, se ha bisogno di un cambio di pannolino, se è stanco o se prova disagio o dolore. Anche osservando l’ambiente circostante, potremmo notare fattori come rumori forti, luce intensa o temperature estreme che potrebbero influenzare il benessere del nostro piccolo.

Questo vi permetterà di valutare la situazione e rispondere nel migliore dei modi alle sue esigenze. Vediamo di approfondire meglio questo discorso. L’intensità e la frequenza del pianto hanno un significato ben preciso. Ecco perché è importante fare attenzione a 3 aspetti:

1. IL NEONATO:

  • Come sono i suoi movimenti?
  • Com’è il suo pianto? Timbro, intensità e durata ci danno preziose informazioni.

2. IL CONTESTO:

  • L’ambiente circostante è rumoroso o calmo?
  • E la temperatura nella stanza?
  • Ci sono odori o profumi che potrebbero sovrastimolare?
  • In che momento della giornata vostro figlio ha cominciato ad essere nervoso?
  • Ha fatto qualche esperienza nuova che può averlo influenzato?
  • Può avere fame o aver bisogno di essere cambiato?

3. VOI STESSI:

  • In che stato emotivo siete voi genitori? Rilassati o nervosi? In ansia o spaventati? Stanchi o sorridenti?
  • Il bambino assorbe le emozioni degli adulti che lo circondano, dunque il vostro umore può influenzare il comportamento di vostro figlio.
  • I neonati sono in grado di capire la nostra rabbia o le insicurezze.
  • Ricordate sempre che è comunque normale provare a volte emozioni negative. Questo non vi rende cattivi genitori. La cosa importante è non riversare sul vostro bambino ansie e frustrazioni.

4. Pianto del neonato: segui questi semplici passi

Quando il neonato piange, provate a seguire questi semplici passi che vi aiuteranno a gestire la situazione in modo empatico:

1. FERMATEVI

Prendetevi un momento per fermarvi e riflettere. Dite a voi stessi: “Il pianto è il suo modo di comunicare un bisogno”. Ricordatevi che il vostro bambino sta cercando di farvi capire qualcosa e che è importante ascoltarlo e comprendere ciò di cui ha bisogno.

2. ASCOLTATE

Fate attenzione al pianto del vostro bambino e cercate di capire il messaggio che sta cercando di comunicarvi. Di volta in volta può avere un significato diverso, come fame, sonno, fastidio o semplicemente il desiderio di essere coccolato. Sintonizzatevi sul suo bisogno e e cercate di decifrare ciò che vuole dirvi.

3. OSSERVATE

Osservate attentamente l’ambiente intorno a voi e al vostro bambino. Chiedetevi se ci sono stati cambiamenti recenti o eventi che potrebbero aver influenzato il suo stato emotivo. Rumori forti, luci intense o altre situazioni stressanti potrebbero essere fattori che contribuiscono al suo pianto. Valutate il contesto per comprendere meglio ciò che potrebbe aver scatenato la sua frustrazione.

INTERVENITE

Una volta compreso il problema, o una volta che avrete cercato di comprenderlo senza intervenire velocemente solo con l’intento di fermare il pianto, cercate di rispondere alle esigenze del vostro neonato in modo appropriato. Se pensate abbia fame, offritegli il latte materno o il biberon. Se sembra stanco, dedicate del tempo al riposo e alla nanna. Se pensiate provi  dolore, cercate di individuare la causa e di alleviare il suo disagio. La vostra risposta consapevole e amorevole contribuirà a calmarlo e a rassicurarlo.

Per altri approfondimenti, potete trovarmi su Parentube.

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Articolo realizzato da:
Dott.ssa Paola Cannavo
Psicoterapeuta e pedagogista clinica
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