paghetta
Claudia De Valeri

Claudia De Valeri

Paghetta: come, quando e perché

Definire il ruolo delle ricompense economiche, utilizzandole in modo adeguato.

Indice

1. Cos’è la paghetta?

Prima di introdurre la paghetta, è utile chiarire tra i genitori il motivo per cui è stata concepita e come.

A mio avviso, si tratta di uno strumento con cui i bambini compiono un altro passo verso l’autonomia decisionale e comportamentale e deve essere sganciata dal concetto di “merito”.

Il termine “paghetta” è improprio, seppure comunemente usato, proprio perché “la paga” è una somma di denaro che viene corrisposta in cambio di un lavoro svolto; ricollegandomi a quanto appena detto, ribadisco che, invece, la paghetta non dovrebbe avere questo senso, e quindi non andrebbe corrisposta in cambio di qualcosa, ad esempio lavori domestici o buoni voti.

2. Il rapporto con il denaro

Il significato evolutivo è imparare a gestire autonomamente il denaro, e quindi ad autogestirsi.

La paghetta permette di sperimentare un rapporto diretto col denaro: conoscere il valore delle cose, capire che ci sono limiti alle spese e che i soldi finiscono, imparare a stabilire priorità e scegliere, imparare ad attendere per accumulare la somma necessaria per un acquisto etc… .

Prima dei 10- 12 anni, la maggior parte dei bambini non saprebbe gestire autonomamente il denaro, né possiede e padroneggia concetti e abilità di calcolo come addizioni e sottrazioni complesse, per comprendere l’uso del denaro. I soldi della paghetta non devono essere intesi come merce di scambio, né diventare l’obiettivo dei propri comportamenti e men che meno oggetto di possibili ricatti.

3. Mai associare la paghetta alle prestazioni

Associare la paghetta alle prestazioni è pericoloso perché induce a un ragionamento del tipo “Mi alzo in orario per avere i soldi”/ “Se non mi dai i soldi, non mi alzo in orario”,  “studio molto per avere i soldi”/ “Se non mi dai i soldi, non studio più”.

In questa tappa evolutiva andrebbe, invece, chiarito che si svolge la propria parte in casa perché la famiglia è una squadra in cui ognuno gioca il proprio ruolo supportandosi e collaborando, così come si studia per imparare e si apprezza la gratificazione che ne deriva.

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