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Anna Galbiati

Anna Galbiati

biologa Nutrizionista

Alimentazione e allattamento al seno: cosa mangiare durante l’allattamento?

Il latte materno è il nutrimento ideale per il neonato, tanto che l’allattamento al seno esclusivo è raccomandato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) per i primi sei mesi di vita del bambino e va pertanto incoraggiato, laddove se ne abbia la possibilità e l’intenzione.

Indice

Il latte materno è il nutrimento ideale per il neonato, tanto che l’allattamento al seno esclusivo è raccomandato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) per i primi sei mesi di vita del bambino e va pertanto incoraggiato, laddove se ne abbia la possibilità e l’intenzione.

 

Perché il latte materno è così importante?

Il latte materno contiene fattori nutritivi come lipidi, grassi, e zuccheri (il lattosio), ma anche elementi funzionali, come ad esempio le cellule immunitarie, gli ormoni e la flora batterica, il cosiddetto microbioma

Possiamo dire quindi che il latte rappresenta un vero e proprio apparato biologico, un tesoro per i nostri piccoli. 

La concentrazione dei nutrienti nel latte materno si mantiene invariata nella maggior parte nelle situazioni, tuttavia recenti studi hanno dimostrato che la dieta che segue la madre influisce molto sul microbioma del latte materno.

Come? Ad esempio modificando la composizione del latte oppure, anche se indirettamente, privilegiando la proliferazione di particolari batteri nel tratto gastrointestinale materno.

A questo proposito è stato visto che gli squilibri del tratto gastrointestinale possono influenzare il sistema immunitario e la salute del bambino anche in età adulta.

 

Allattamento e salute: i benefici del latte materno

Come abbiamo visto a inizio articolo, quando è possibile, l’allattamento al seno è consigliato, perché il latte materno è strettamente collegato a diversi benefici per la salute del neonato.

Ma quali sono nello specifico questi benefici?

Nei bambini che vengono allattati al seno, si osservano:

  • una riduzione della possibilità di infezioni dell’intestino
  • effetti protettivi nei confronti di malattie croniche, come la celiachia e il diabete tipo 1, e delle malattie infiammatorie croniche dell’intestino. 

Questi benefici si protraggono anche in età adulta, che porta con sé in eredità una flora intestinale coltivata fino dall’allattamento.

 

Quali sono i vantaggi dell’allattamento?

L’allattamento non è positivo solo nell’infanzia. Infatti, la produzione del latte materno ha diversi benefici anche per l’adulto.

Vediamo insieme quali sono i vantaggi per la mamma, quali quelli per il bambino e anche alcuni vantaggi aggiuntivi e pratici.

Tra i vantaggi per la mamma possiamo evidenziare:

  • La riduzione del 4% del rischio di cancro al seno e del 24% di cancro all’ovaio;
  • Una più rapida involuzione dell’utero post-partum e minori perdite ematiche;
  • Un minor rischio di depressione post-partum; 
  • maggiore facilità a perdere il peso accumulato durante la gravidanza; 
  • Ultimo, ma non per questo meno importante, l’opportunità di creare un legame più stretto con il proprio bambino.

Invece i vantaggi per il bambino sono: 

  • La diminuzione del rischio di infezioni intestinali, diarrea, vomito e l’insorgenza del diabete
  • Un rafforzamento del microbiota; 
  • il bambino presenta maggior senso di sicurezza in risposta ai fabbisogni primari; 
  • Presenta un miglior assetto nutrizionale
  • Infine ha minor rischio di sviluppare alcune allergie.

In ultimo, sono da considerare alcuni vantaggi aggiuntivi e pratici

  • non bisogna preparare e scaldare il biberon;
  • è comodo; 
  • è senza costi aggiuntivi.

Tutto sommato possiamo concordare che sono aspetti che all’interno del quadro globale rendono l’esperienza dell’allattamento positiva rispetto all’allattamento artificiale.

Complicazioni in allattamento: cosa può succedere?

Finora abbiamo visto insieme quali possono essere i benefici dell’allattamento al seno, sia per il bambino, ma anche per la mamma, e perché l’allattamento è così importante per quanto riguarda la salute e lo sviluppo dei piccoli.

Ciò di cui però si parla troppo poco è che l’allattamento porta con sé alcune situazioni psicologiche e fisiche, che in alcuni casi possono destabilizzare la mamma e la coppia.

È importante fare luce anche sull’altra faccia della medaglia e garantire che l’allattamento non sia più un tema tabù, ma che al contrario le donne, e più in generale i genitori, possano parlarne con serenità e senza filtri.

L’allattamento è un’esperienza stancante, soprattutto per la donna, sia fisicamente, che dal punto di vista psicologico. 

Quando si allatta naturalmente al seno, i genitori devono tenere conto di alcuni aspetti e avversità frequenti, tra i quali:

  • Risvegli notturni continui del bambino
  • La depressione post partum 
  • Il ritorno al lavoro prima del termine dei 6 mesi di allattamento esclusivo, che genera nella mamma emozioni contrastanti e senso di colpa
  • Problemi ad allattare in pubblico (alcune mamme potrebbero vergognarsi o non sentirsi a proprio agio a farlo).

Inoltre l’allattamento fa rima con moltissimi dubbi della mamma, che in quei momenti non sempre trova risposta alle sue domande e, anche in quel caso, non è garantito che le risposte siano chiare o corrette.

  1. Come mi comporto se il piccolo ha le coliche?
  2. Qual è il tempo giusto che deve intercorrere tra una poppata e l’altra?
  3. Quanto dura una poppata? Come faccio a capire se il mio bambino sta attaccato troppo o troppo poco?
  4. Sveglio o non sveglio il mio bambino per farlo poppare? 

È importante chiarire un punto: la risposta a queste (e molte altre) domande non è e non può essere univoca. 

Dipende molto da caso a caso, da ciò che la madre si sente di fare, dall’esigenze del bambino e da altre circostanze specifiche che possono verificarsi.

Non lo dico per allarmare nessuno, quanto per prendere consapevolezza che trovarsi in una di queste situazioni è più frequente di quanto si pensi e che è possibile parlarne e chiedere una mano a chi vi è vicino o a chi vi segue. 

Il senso di solitudine è frequente durante l’allattamento, ma non c’è nulla di mano a chiedere aiuto. Questo non vi renderà madri meno capaci o inferiori ad altre.

 

Cosa e quanto mangiare durante l’allattamento?

Dopo aver passato in rassegna i benefici dell’allattamento e perché è così importante, adesso vediamo insieme cosa succede alla nutrizione e al corpo in fase di allattamento.

Dopo 10/15 giorni dal parto, la mamma che può allattare fornisce ogni giorno al neonato circa 500‐600 grammi di latte, i quali possono aumentare fino a 800‐900 grammi a seconda delle esigenze del bambino. 

Per produrre questa quantità di latte il corpo spende molte energie, e quindi  occorre un aumento dell’apporto calorico di circa 700 kcal/die. 

Suggerisco, inoltre, di incrementare anche la quantità di liquidi assunta, per essere sicure di mantenere un normale bilanciamento idrico. 

Dopo il 6° mese di allattamento, invece, il fabbisogno energetico materno si riduce, arrivando a circa 400 kcal/die in più rispetto al fabbisogno normale. 

La ragione è da ritrovarsi nel fatto che la produzione del latte diminuisce e anche il corpo necessita di minori energie. 

In definitiva e contrariamente a quanto si potrebbe presupporre, l’allattamento è caratterizzato da un aumento delle richieste nutrizionali ed energetiche molto superiori rispetto a quelle della gravidanza.

Come possiamo soddisfare le necessità del nostro corpo?

Le indicazioni dietetiche generali fornite dalle linee guida italiane ci dicono di:

  • cercare di fare uno spuntino dopo ogni poppata, inizialmente anche durante la notte; 
  • aumentare l’introito di proteine e l’intake di acqua;
  • considerare il netto aumento di appetito, cercando di fare sempre pasti completi per non ridursi a consumare junk-food;
  • soprattutto in estate, valutare se sia il caso di assumere integratori di sali minerali per contrastare ipotensione e stanchezza; 
  • evitare il consumo di caffeina e alcolici.

Qualche curiosità sull’allattamento

Prima di salutarci, per completare il quadro sull’allattamento, voglio raccontarvi alcune curiosità.

Spero che possano esservi utili per affrontare meglio la situazione e vi facciano trovare preparate quando inizierete ad allattare:

  • Il latte cambia la propria composizione sia nell’arco di una stessa poppata, sia nell’arco di tutta la durata dell’allattamento (6-12-24 mesi);
  • Più frequenti sono le poppate, più aumenta la produzione di latte;
  • Le variazioni dell’orario di allattamento (chiamato allattamento a richiesta) sono fondamentali, poiché permettono al bambino di “intervenire” nella composizione del latte, adattandolo alle proprie necessità.

Conclusioni

Allattare al seno è sicuramente un’esperienza intima e potente, che consente alla madre di creare un legame ancora più stretto col proprio bambino.

È importante ricordare che in questa equazione, non conta solo il neonato, ma anche la madre riveste un ruolo cruciale.

Il suo benessere fisico e psichico, infatti, sono da preservare, perché così facendo non solo l’esperienza dell’allattamento sarà ancora più gratificante, ma anche il bambino ne beneficerà.

Se non si ha modo di allattare al seno, non bisogna farsene una colpa e se c’è qualcosa che preoccupa, va bene chiedere una mano a un familiare, a una persona fidata o a un esperto.

Se vuoi approfondire l’argomento e confrontarti con me e altri genitori sul tema dell’allattamento, ti aspetto nella community di Parentube.

Un saluto,

Dott.ssa Anna Galbiati, biologa nutrizionista

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