intolleranze
Anna Galbiati

Anna Galbiati

biologa Nutrizionista

Allergie e intolleranze alimentari: in cosa sono diverse?

Molte persone confondono l’allergia alimentare con l’intolleranza alimentare. Nonostante molti sintomi siano simili, non si tratta della stessa cosa, e le differenze tra le due sono importanti per poter trattare al meglio le diverse condizioni.

Indice

1. Intolleranze e allergie: differenze

È importante capire fin da subito quando parliamo di intolleranze e quando parliamo di allergie:

  • Le allergie coinvolgono la risposta del sistema immunitario, mentre le intolleranze no;

  • Le reazioni allergiche possono essere molto gravi e si verificano quasi subito dopo l’ingestione o il contatto con la sostanza;

  • La reazione a un’intolleranza alimentare dipende dalla quantità di cibo ingerito, mentre per le allergie non vale: basta infatti una quantità davvero piccola a scatenare una reazione allergica;

  • Le intolleranze sono generalmente riferite a particolari enzimi: l’organismo non riesce a metabolizzare alcune sostanze presenti negli alimenti soprattutto le proteine, ma non solo. In poche parole, mancano gli enzimi addetti al metabolismo di particolari sostanze. Questa carenza è in genere congenita, ma a volte può essere acquisita nel tempo.

  • Le intolleranze hanno conseguenze generalmente lievi principalmente a livello gastrointestinale come nausea, vomito, diarrea, stitichezza, e problemi di digestione che si possono presentare anche dopo alcune ore o addirittura giorni.

  • Anche le intolleranze possono essere pericolose, ma in generale su un periodo di tempo più lungo, comportando possibile malnutrizione e denutrizione.

2. Come riconoscere se si tratta di un’allergia o di intolleranza?

Entrambe le condizioni di solito coinvolgono il tratto digestivo, con sintomi fastidiosi, come gonfiore e crampi, che incidono negativamente sullo stato psicologico del paziente, oppure manifestazione cutanee come prurito, gonfiore ed eruzioni.

Tuttavia, se si è affetti da un’allergia alimentare, la propria reazione può mettere in pericolo la vita.

Dal momento che una reazione allergica al cibo può essere così seria e grave, per decidere come affrontare la condizione in modo adeguato è importante scoprire se è stata causata da un’intolleranza o da un’allergia.

Come riconoscere se si tratta di un’allergia o di intolleranza?
Lo spettro di sintomi che è possibile riscontrare è davvero ampio:
si possono osservare sintomi gastrointestinali come vomito, diarrea, stitichezza, gonfiore, mal di pancia, crampi; ma anche sintomi respiratori come asma e raffreddore; sintomi cutanei come ponfi, gonfiore, prurito, rossori ed eruzioni; sintomi collaterali come disturbi  del sonno, mal di testa, irritabilità.

Le forme più gravi di allergia possono portare fino allo shock anafilattico.
Al fine di comprendere se si tratta di allergie o intolleranze è bene eseguire i test appositi, sia cutanei come lo skin prick test, sia ematici, che vengono consigliati dal pediatra.

3. Come si può agire sulle intolleranze e le allergie alimentari?

Sia per le allergie che per le intolleranze alimentari è importante considerare la predisposizione genetica del bambino: in questo caso, c’è ben poco da fare per evitare che insorgano. Si può però andare a lavorare sulla dieta, eliminando o limitando l’alimento che provoca la reazione.


In particolare l’allergia richiede l’esclusione totale dell’allergene, per evitare l’insorgenza dei sintomi più forti o addirittura rischiosi per la vita; porre attenzione alle contaminazioni sia casalinghe che industriali: per le prime lavando bene gli utensili da cucina, per le seconde leggendo molto attentamente le etichette.

Anche per le intolleranze la tecnica dell’esclusione è funzionale, ma si può anche valutare un reinserimento graduale dell’alimento nel momento in cui gli esami specifici non mostrano segni di incompatibilità.

4. Quali sono gli alimenti più rischiosi?

Bisogna porre particolare attenzione a:

  • Latte e derivati : il latte può dare origine sia ad intolleranze che allergie. Nell’organismo però avvengono risposte diverse: l’intolleranza si verifica quando l’organismo non produce abbastanza enzima lattasi, il responsabile del metabolismo del lattosio traducendosi in intolleranza al lattosio; l’allergia invece coinvolge una reazione di tipo immunitario nei confronti delle proteine presenti nel latte e può manifestarsi già durante l’allattamento.
  • attenzione alle uova, alle arachidi, alla frutta a guscio, presente in moltissime merendine tanto amate dai bambini;
  • attenzione anche ai crostacei, e alla soia, spesso contenuta in prodotti sotto forma di tracce.
  • infine attenzione a Glutine e cereali: precisiamo subito che essere intolleranti al glutine non vuol dire essere celiaci. Inoltre, spesso, chi è intollerante a grano e cereali è intollerante a diverse componenti dell’alimento, e non solo al glutine; la celiachia richiede invece un discorso a parte, che faremo in un’altra lezione.

5. Conclusioni

Nel mondo ci sono circa 250  milioni di persone che soffrono di allergie alimentari, anche reagendo a più di un alimento nello stesso tempo.

In totale gli alimenti segnalati come causa di reazioni avverse sono circa 170.

La gestione delle allergie alimentari dei bambini richiede modifiche nella dieta e nello stile di vita. I cambiamenti possono essere talvolta sconvolgenti a causa della costante vigilanza che è necessaria per evitare l’esposizione accidentale ad alcuni alimenti e la cosa potrebbe essere spesso frustrante. Bisogna mettere in conto che ogni situazione di svago, festa o cena dovrà richiedere un controllo particolare e talvolta di difficile gestione.

Oggi fortunatamente le mense scolastiche e la ristorazione hanno un occhio di riguardo per le allergie alimentari, mettendo a disposizione diete specifiche o elencando sempre gli allergeni presenti nei piatti, rendendo dunque la vita dei bambini allergici e dei loro genitori molto meno faticosa.

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