latte
Giuditta Mastrototaro

Giuditta Mastrototaro

Pedagogista

Avrò abbastanza latte?

Cosa è importante sapere fin dalla gravidanza per prendersi cura della relazione di allattamento.

Indice

1. Avrò abbastanza latte?

Questa è una domanda che le neomamme spesso rivolgono a se stesse, preoccupate da racconti di amiche o conoscenti, che dicono di non aver avuto abbastanza latte.

Altre volte si sentono rivolgere questi dubbi da amici, parenti e conoscenti: “Sei sicura di avere abbastanza latte?” oppure “speriamo che il tuo latte sia nutriente”.

Queste domande che rivolgiamo a noi stessi o che ci vengono rivolte, depotenziano le madri, mettendo in dubbio che il latte della mamma sia sostanzioso o abbastanza.

Ecco, tutto questo non aiuta i genitori perché i genitori hanno bisogno di fiducia, soprattutto in un momento così delicato come può essere la gravidanza e i primi mesi con il bambino. Infatti, la fisiologia ci dice che noi siamo mammiferi e tutto è predisposto dalla natura per la relazione di allattamento e per raggiungere una buona produzione di latte.

Come mai invece molte madri si sentono preoccupate o sono messe in dubbio riguardo a questa competenza naturale?

Questo accade perché ci siamo allontanati dalla norma biologica, per rispondere invece alla norma culturale che ci spinge verso atteggiamenti di poca tolleranza per i ritmi biologici della cura ma verso ritmi incalzanti di produzione e consumo. Produzione intesa come la ripresa al più presto possibile nel mondo produttivo del lavoro e consumo inteso come acquisto di oggetti e alimenti per l’infanzia.

2. Colostro: il primo latte

Quando il bambino è appena nato, il suo stomaco è molto piccolo: come una nocciola e, quindi, si riempie e si svuota spesso e ha bisogno della possibilità di un allattamento frequente.

Nei primi giorni la mamma produce il colostro, ossia poche gocce di latte che però sono preziosissime. Quindi è normale che il latte si presenti in esigue quantità e non c’è qualcosa che non va in questo. Anzi, il colostro è una sostanza liquida, vischiosa di colore giallo, ma è un concentrato naturale ricchissimo di sostanze benefiche per il bambino, molto utile per lo stomaco e l’intestino.

Infatti, ha proprietà lassative, per far sì che le prime feci del bambino, definite meconio, si presentino nere e pastose perché contengono la bilirubina in eccesso, accumulata durante la gestazione e che viene espulsa attraverso le evacuazioni.

Se invece la bilirubina in eccesso non è espulsa completamente, essa viene in parte riassorbita nel corpo del bambino e la sua pelle assume quell’aspetto giallognolo ed egli appare sonnolento e poco efficace al seno.

E’ come un cane che si morde la coda, il bambino diventa più sonnolento, poppa di meno e quindi svuota meno il seno, un seno non drenato, non manda sufficienti segnali agli ormoni dell’ossitocina e della prolattina di aumentare la  produzione del latte e questo interferisce con l’inizio della relazione di allattamento. Quindi, è probabile che già all’ospedale gli operatori sanitari ci dicano che il bambino non è cresciuto a sufficienza e di rimando una madre potrebbe concludere di  non avere abbastanza latte.

3. Latte: alcuni accorgimenti

In sostanza il latte c’è, si tratta di non interferire nella naturalità della relazione di allattamento, magari introducendo troppo presto delle aggiunte di latte artificiale oppure separando la madre dal proprio bambino, utilizzando strumenti come il ciuccio, invece che assecondare i naturali ritmi di suzione al seno del bambino.

Quindi, occorre lasciare che la madre e il bambino siano a contatto pelle a pelle il più possibile dopo il parto e anche nei giorni e nei mesi successivi.

In questo modo il bambino può veramente attivare un allattamento a richiesta, ossia può attaccarsi tutte le volte che lo desidera, proprio perché il bambino ha bisogno di poppare spesso, per poter crescere adeguatamente.

Un altro elemento fondamentale, per avviare bene la relazione di allattamento, è che il bambino impari ad attaccarsi in modo corretto al seno. Si impara ad andare in bicicletta andando in bicicletta e allo stesso modo si impara a poppare, poppando.

4. I segnali che ci dicono che sta andando per il verso giusto

Alcuni segnali ci dicono che le cose stanno andando per il verso giusto:

  • non sentiamo dolore quando il bambino è al seno. Lasciamo che il bambino si attacchi e poppi almeno 8/10 volte al giorno;
  • quando è al seno lo vediamo attivo e non sonnolento;
  • bagna i primi giorni 2/3 pannolini fino ad aumentare a 5/6 pannolini ben bagnati al giorno, così incrementerà anche le evacuazioni fino ad arrivare almeno a ¾ evacuazioni al giorno;
  • il nostro latte diverrà maturo e assumerà un colore più bianco del colostro;
  • il colore delle feci inizierà gradualmente a cambiare da nero, diverrà marroncino e poi giallo oro, la consistenza dello yogurt;
  • i seni potrebbero dare la sensazione di pienezza;
  • l’ultima conferma che si è avviata in modo efficace la relazione di allattamento, è il sentirsi orgogliose della sua crescita.

5. Conclusioni

Per aiutare davvero i neogenitori occorre restituire fiducia alle madri alle loro competenze. Quando nasce un bambino, nasce anche una madre. Entrambi state prendendo le misure con questa nuova dimensione. Datevi il tempo necessario per imparare l’uno dall’altro. 

Se, invece, nascono dubbi e insicurezze è sempre bene rivolgersi a persone esperte in allattamento. Ci sono anche associazioni di volontariato come La Leche League che offrono gratuitamente informazioni e sostegno alle mamme che desiderano allattare.

In conclusione, la paura di non avere abbastanza latte è spesso la mancanza di fiducia nelle potenzialità delle madri, invece, avere fiducia in noi stesse e nei nostri bambini ci apre nuovi mondi inesplorati fatti di rispetto ed empatia.

Buon inizio a tutte le mamme.

Avrò abbastanza latte?

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con chi ami

Potrebbe interessarti anche:

Hai bisogno di assistenza?

Indicaci l'argomento di tuo interesse e ti forniremo una consulenza gratuita con un nostro esperto!