Fiabe
Stefania Ravasi

Stefania Ravasi

Leggere le fiabe ai bambini

Quanto è importante leggere le fiabe ai bambini?

Già a partire da epoche lontane, fiabe e storie accompagnano la crescita e lo sviluppo infantile, rivestendo un ruolo che va ben oltre il semplice intrattenimento e costituendo anzi uno strumento educativo molto efficace.

Indice

1. Perché leggere è importante?

Raccontare e leggere insieme fiabe, favole e storie è un’attività che da sempre attrae bambini e bambine di ogni età, e questo accade non solo per il loro intrinseco valore ludico: sono sì un passatempo divertente, ma la loro attrattività sta nel fatto che la narrazione, in tutte le sue forme, aiuta bambini e bambine a scoprire il proprio mondo interiore ed emotivo.

Consente loro di avvalersi di una forma giocosa che favorisce la comprensione di quei sentimenti, quelle emozioni e quegli accadimenti, anche i più complessi, che insieme ad altri fattori possono determinare le traiettorie evolutive, lo sviluppo psicofisico e la formazione dell’identità ma che, per la tenera età, non possono essere affrontate altrimenti.

Ricordiamoci che le emozioni a questa età spesso coinvolgono i bambini e le bambine in una maniera molto intensa, perché fisiologicamente non sono ancora in grado di regolare e gestire l’esperienza emotiva.

2. Gli effetti delle fiabe sui bimbi:

L’emisfero destro del loro cervello, che è il cosiddetto “cervello emotivo” proprio perché è la parte che si attiva dinanzi a una situazione o uno stimolo emotivamente intenso, è nettamente più sviluppato rispetto all’emisfero sinistro, deputato a organizzare, a coordinare le esperienze e a gestirle quando sono molto sollecitanti.

Che si tratti di Cenerentola, Cappuccetto Rosso o Hansel e Gretel, le fiabe e le storie in generale sono racconti che si adeguano perfettamente alla mentalità infantile, perché parlano il linguaggio dei bambini: sono in grado così di esorcizzare incubi e paure, di placare inquietudini e rabbia, di aiutare insicurezze e ad affrontare la vita proponendo soluzioni e stratagemmi.

Rappresentano un’allegoria della vita, dove emozioni come paure, tristezze, rabbie, ma anche ansie, turbamenti, inquietudini, gioia e felicità trovano spazio per manifestarsi e per essere risolti.

Attraverso di esse il bambino ha la possibilità di integrarsi meglio nel mondo perchè impara a gestire le proprie emozioni e dunque, oltre a favorire lo sviluppo delle funzioni linguistico-cognitive, la fiaba ha questa straordinaria funzione, di aiutare soprattutto i bambini ma anche i ragazzi più grandi a riconoscere e a dare un nome alle emozioni vissute, a costruire un vocabolario per parlare dei sentimenti e a illustrare i diversi modi in cui le persone reagiscono, ad esempio, all’ira, alla paura e alla tristezza, e a confrontarsi con esse, imparando a gestirle e a regolarle sempre di più e in maniera sempre più autonoma.

Principesse da salvare, draghi da sconfiggere, boschi e ostacoli da attraversare: le fiabe non sono un semplice intrattenimento, ma aiutano i bambini a comprendere le proprie emozioni e ad affrontare le difficoltà della crescita, suggerendo in forma giocosa soluzioni ai compiti di sviluppo che li turbano, pur senza sminuirne la gravità e la portata ma anzi promuovendo la fiducia in se stessi.

Giungere a queste importanti conquiste è possibile non attraverso la comprensione razionale della natura e del contenuto delle sfide quotidiane, per quanto il genitore possa essere d’ausilio in questo senso: il loro cervello non è ancora pronto ad accogliere contenuti logici e razionali come spiegazioni e soluzioni a paure, rabbie e tristezze.

3. Cosa possono fare i genitori:

La soluzione per accompagnarli al meglio nell’esplorazione del proprio mondo emotivo e nell’acquisizione di strategie funzionali al loro benessere è proprio facendoli familiarizzare con essi attraverso la narrazione e la fiaba quali occasioni di meditazione, di rielaborazione e di fantasia in risposta a bisogni di crescita.

Ecco che scoprire il valore educativo di fiabe, storie e narrazioni può consentire ai genitori di utilizzarle in maniera consapevole come strumento di sintonizzazione emotiva e di crescita utili nell’accompagnare i propri figli e le proprie figlie nel risolvere problemi tipici del processo evolutivo come dilemmi edipici, rivalità fraterne, dipendenze infantili e tanto altro.

Per cui tentate di ritagliarvi del tempo di qualità per creare e favorire una routine di lettura con i vostri bambini e via libera a fiabe e storie soprattutto quando si ripetono e notate una spiccata preferenza per quella particolare favola, tanto da non poter leggere nient’altro: a loro modo, stanno comunicando che quella specifica tematica, che sia la normale rivalità tra fratelli leggendo Cenerentola con le sorellastre oppure la paura del distacco dalla mamma magari per l’inserimento all’asilo leggendo Cappuccetto Rosso che si addentra da solo nel bosco, è particolarmente importante per loro in quella fase evolutiva; assecondandoli nell’attività e nella scelta della lettura, si rafforzerà ancor di più la vostra relazione e accompagnerete i vostri figli nella loro crescita emotiva e personale.

Leggere le fiabe ai bambini

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