babbling
Anna De Santo

Anna De Santo

Babbling: le basi del linguaggio del bambino

Babbling – le basi del linguaggio espressivo nel bambino partono dal loro lavoro sinergico e dallo sviluppo di tutte le strutture deputate a far sì che si possa produrre suoni e parole.
Esse sono legate alla respirazione, alla masticazione, alla deglutizione, alla coordinazione dei movimenti bucco facciali e alla vibrazione delle corde vocali.
Oggi scopriamo cos’è il babbling.

Indice

Le basi del linguaggio espressivo, come noi lo conosciamo, partono dal lavoro sinergico e dallo sviluppo di tutte le strutture deputate a far sì che si possa produrre il linguaggio. 

Esse sono legate alla respirazione, alla masticazione e deglutizione, alla coordinazione dei movimenti dei muscoli della bocca e delle guance e alla vibrazione delle corde vocali. 

In particolare respirazione, masticazione e deglutizione sono da tenere monitorati nel tempo, perché il loro sviluppo sincrono permetterà di parlare. 

Il linguaggio in risposta alla comunicazione umana, compare nel neonato fra i quattro e i sei mesi, quando sarà completata la mielinizzazione o la maturazione delle vie nervose uditive e motorie.

1. Cos’è il babbling?

In questa prima fase il linguaggio non è intenzionale, il neonato produce quello che viene chiamato babbling o babillage. 

Gioca con la sua voce controllandone l’altezza, l’intensità, la produzione di vocali e di consonanti, caratteristico è il vocalizzo con la EEE o i gorgoglii come “ga ga- gheghe”, a volte in risposta al sorriso, a volte un allenamento di produzione spontanea dei suoni. 

Se tutto funziona bene, i gorgheggi, la lallazione e il babbling aumenteranno. Se invece, come nei bambini sordi, il feedback acustico non sarà percepibile il neonato interromperà la lallazione.

Nel momento in cui inizia il babbling, il neonato sollecita diversi organi dall’apparato respiratorio e gli organi mobili, quali la lingua, le guance, le labbra, le corde vocali, il velo del palato molle e l’ugola, i risuonatori del naso e della bocca, che intervengono per modificare acusticamente i suoni.

Nei primi anni di vita, in questo delicato momento di crescita degli apparati respiratorio, masticatorio e vocale, è importante tenere presente come tutti questi tre apparati siano collegati fra loro e come il loro sviluppo permetta successivamente al neonato di giungere alle abilità complesse utili alla produzione del linguaggio.

2. Respirazione e deglutizione nel bambino

Se osserviamo lo spazio della cavità orale della bocca nel neonato, vediamo che è decisamente ridotto e vi è la presenza di un tessuto adiposo sulle guance che garantisce sicuramente maggiore sostegno ai movimenti mandibolari.

La lingua appare relativamente grande rispetto alla cavità orale, a causa della piccola dimensione della mandibola, mentre l’epiglottide ha dimensioni più ampie ed è più vicina al palato molle, cioè anche all’ugola, garantendo così un efficace meccanismo di protezione, soprattutto nel momento della deglutizione.

I neonati, infatti, sono in grado di respirare e di deglutire contemporaneamente.

Ma quindi se l’ambiente della bocca nel neonato è così stretta, come fa a respirare?

3. Dallo sviluppo fisico a quello del linguaggio

I neonati sono costretti a mettere in atto prevalentemente una respirazione nasale, perché la bocca è completamente occupata e non permette facilmente il passaggio dell’aria.

Il rinofaringe, inoltre, è poco distinto dalla faringe e la tuba di Eustacchio è situata in posizione orizzontale.

Solo con la crescita assumerà un’angolazione più verticale, per questo è importantissimo mantenere le vie aeree libere, perché il rischio che corre il bambino, che continua ad avere il naso intasato, è quello di subire frequenti otiti, poiché il ristagno catarrale penetra poi nell’orecchio medio. 

La tuba di Eustacchio in posizione orizzontale, infatti, non permette il defluire del catarro all’interno della laringe e le frequenti otiti nel neonato comportano un abbassamento dell’udito e il neonato farà più fatica a riconoscere le differenze fra i suoni del linguaggio.

A 4-6 mesi iniziano i cambiamenti anatomici che continueranno per tutto il primo anno di vita: 

  • aumenta lo spazio dentro la bocca per lo sviluppo della mandibola;
  • aumenta lo spazio della bocca, sempre perché il tessuto delle guance inizia ad assorbirsi;
  • la testa del neonato matura verso una dimensione più adulta.

La lingua finalmente avrà più spazio per muoversi e la suzione, che prima era riflessa, diventa volontaria.

Avendo più spazio, la lingua ha più possibilità di muoversi agevolmente e quindi di produrre anche suoni diversi e di stimolare lo sviluppo delle parti ossee.

La spinta della lingua aiuta poi l’accrescimento della mandibola e, se ben posizionata, darà la possibilità anche di creare uno spazio palatale adeguato alla lingua. 

4. Se il frenulo del bambino è corto?

Ma se mio figlio ha il frenulo corto che cosa può succedere? 

La lingua come avevamo detto, è utile per la fonazione, e durante la deglutizione una disfunzione della lingua determinata da un impedimento anatomico, qual è il frenulo corto, è capace di creare un’alterazione fra lo sviluppo delle parti ossee e la stabilità del controllo del movimento della mandibola.

Ci sono molti altri aspetti, studiati proprio dagli specialisti che hanno approfondito queste tematiche da ormai circa 20/30 anni e che influiscono sul processo di crescita degli organi fono-articolatori e della deglutizione.  

Dai sei mesi in poi masticazione e produzione del linguaggio si svilupperanno indipendentemente l’uno dall’altra, il babbling con la produzione di una sola vocale diventerà lallazione caratterizzata dalla differenziazione dei suoni consonantici.

Se vuoi approfondire l’argomento e confrontarti con me e altri genitori sul tema del babbling, ti aspetto nella community di Parentube.

Un saluto,

Dott.ssa Anna De Santo, logopedista

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