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L’arteterapia in gravidanza

arteterapia

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Come vivere al meglio il momento della vita di massima creatività di una donna e sentire che le paure possono essere sostenute?

1. Introduzione

La gravidanza rappresenta per la donna quel momento della vita in cui prende forma un cambiamento importante che si osserva non solo da un punto di vista corporeo ma anche psichico e relazionale.

È il momento della vita in cui dall’attesa nasce una nuova vita.

Decidere di avere un figlio, programmare una gravidanza, non riuscire ad avere un figlio, avere paura delle difficoltà, della solitudine, della responsabilità di una vita, del parto, sono solo alcune delle tematiche che le donne comunicano parlando di sé in uno spazio di arteterapia.

Prima, durante e dopo la gestazione, quindi al momento della nascita, ogni donna è pervasa da emozioni opposte e sono frequenti rapide oscillazioni di umore.

È facile sentire le emozioni che emergono e irrompono attraverso il pianto improvviso, pensieri pervasivi, paure che appaiono come incontrollabili ed inspiegabili.

2. Arteterapia durante la gravidanza

La fase della gravidanza è il momento della vita di una donna caratterizzato dalla massima creatività.

Quello in cui ogni donna percepisce la sua unità con il bambino che porta dentro ma anche il senso della separatezza da lui una volta che sarà nato e contemporaneamente quello della fusione con una creatura che dipenderà interamente da lei.

La gravidanza è la fase dei pensieri più creativi e in un percorso di arteterapia si da forma all’attesa, si sostiene la donna e la coppia, che attraversa questa fase delicata, in modo espressivo, si da voce al dolore, alla paura, alla gioia e alla sorpresa.

I cambiamenti durante una gravidanza non riguardano solo aspetti corporei, ma sono la rappresentazione anche delle fantasie che il bambino in arrivo suscita, il tempo dell’attesa permette così di costruire immagini su come sarà, sia il bambino, sia la mamma.

3. Cosa avviene nello spazio dell’attesa?

Come mamme lasciamo che il nostro corpo lentamente cambi, che si modifichi, osserviamo la pancia che cresce, i piccoli e poi i grandi movimenti, le forme, i battiti e i suoni interni, sentiamo e percepiamo odori e sensazioni nuove, nuove sensibilità tattili, siamo pesanti e leggere allo stesso tempo e il nostro corpo rispecchia la nostra mente.

Lo psicologo Stern ci parla di Costellazione Materna, che è quel complesso insieme di fantasie, emozioni, proiezioni e pensieri che emergono quando una donna scopre di aspettare un bambino.

Il legame che si crea tra loro è unico dal primo giorno.

La futura mamma inizia a pensare a sé nei termini di quale madre sarà, come si comporterà, quale relazione instaurerà con il suo bambino e farà fantasie anche su come sarà il suo bambino.

Questa idea di mamma e di bimbo è influenzata da pensieri personali, valori familiari, cultura di appartenenza e ha la funzione di contenere le angosce di non conoscere e di non sapere effettivamente come sarà quando questa nuova vita verrà al mondo.

4. Cosa si fa in un percorso di arteterapia per future mamme?

Nello spazio del foglio e attraverso i materiali artistici, la futura mamma può esprimere tutti i pensieri e le emozioni che la attraversano potendo contare su un luogo protetto e non giudicante.

La capacità dell’arteterapia di contenere le paure è la grande forza di un percorso di questo tipo in gravidanza.

Dare forma e osservare ciò che accade mentre sta avvenendo, rendere consapevoli le sensazioni, le emozioni, il pensiero, poterle osservare nella forza di una immagine prodotta o di un oggetto, permette alla futura mamma di costruire dei pensieri e delle consapevolezze.

L’arteterapia è quello strumento che da voce, che permette di trovare le parole, di costruire un posto sicuro in cui accogliere una nuova vita, che sostiene quando è necessario che ci sia un supporto, o che semplicemente ascolta restando in silenzio.

L’arteterapia aiuta la futura mamma a rappresentare con i materiali il suo mondo interno, a pensare a queste rappresentazioni di sé, a costruire un pensiero riflessivo.

5. Obiettivi di un percorso di arteterapia in gravidanza

6. L’arteterapia durante la gravidanza e dopo la nascita

In uno spazio dedicato all’arteterapia, la futura mamma scopre un tempo e un luogo in cui emozionarsi, sentire, pensare.

È uno spazio ricco di materiali espressivi, colori, pennelli, fogli di vario tipo, creta. 

Può sentire la gravidanza nelle sue fasi da un punto di vista creativo, può sentire e rappresentare la sua forza generatrice ma anche stare in silenzio e dipingere la paura e il dolore.

Può sperimentare la vicinanza e l’attesa, mentre i colori sono accostati dando vita ad una nuova sfumatura e mentre è necessario un tempo affinchè si asciughino.

Può sentire la trasformazione della materia tra le sue mani, le sensazioni della creta che passa da fredda a calda ed è plasmata, che si indurisce e cuoce, può sentire che dal suo processo creativo nasce un oggetto.

Solo quando potrà descrivere quel nuovo oggetto sentirà il passaggio tra sé e l’altro, dentro di sé.

7. E dopo la nascita?

Quando nasce un bambino, la sua presenza cambia tempi e spazi, porta emotività e rende reale tutte le aspettative.

Un percorso di arteterapia per la coppia genitoriale permette alla mamma e al papà di elaborare tutti gli aspetti legati al cambiamento in uno spazio non giudicante che sostiene e supporta nella fase delicata della nascita.

Per concludere, in gravidanza e subito dopo il parto momenti dedicati di arteterapia permettono il fluire delle emozioni, il contenimento di molti stati affettivi, la scoperta dei modelli di attaccamento e il sostegno alla coppia genitoriale e mamma bimbo.

Attraverso momenti di creatività, anche le paure e gli aspetti più faticosi di un percorso di vita trovano una loro modalità dettata dall’uso dei materiali, affidarsi a materiali morbidi e caldi, accoglienti e contenitivi permetterà alla mamma di costruire quella funzione riflessiva necessaria affinchè il bambino possa riconoscersi nella mamma e la mamma sentire in modo empatico bisogni e sensazioni del bambino.

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