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Sviluppo cognitivo nei bambini

sviluppo cognitivo

sviluppo cognitivo

1. Sviluppo cognitivo nei bambini: introduzione

Alla nascita di una bambina o di un bambino, le preoccupazioni più comuni dei genitori sono rivolte al suo stato di salute e al suo benessere fisico, ovvero a tutto ciò che riguarda l’avvio dell’allattamento, l’andamento della crescita, il sonno, eventuali pianti o fastidi… Rispondere ai bisogni primari del piccolo è fondamentale per la sua sopravvivenza.

2. Sviluppo cognitivo: i primi mesi di vita

Ma nei primi mesi di vita il neonato acquisisce anche capacità di interazione, movimento, linguaggio. È frequente quindi che l’attenzione degli adulti, precedentemente rivolta solo alla crescita “fisica”, si sposti sullo sviluppo cognitivo del bambino. La preoccupazione che il piccolo riesca a raggiungere nei “tempi giusti” le tappe fondamentali dello sviluppo, e l’ansia del confronto con gli altri, rischia però di distogliere i genitori dal piacere di osservare il bambino nelle sue scoperte, nella sua naturale curiosità e spinta verso la crescita e l’autonomia.

3. Jean Piaget: gli studi sullo sviluppo cognitivo

Ma come avviene esattamente lo sviluppo cognitivo dei bambini? Quale può essere il ruolo dei genitori in questa fase della crescita?

Per capire cosa si intende per sviluppo cognitivo, possiamo fare riferimento agli studi di Jean Piaget, che individua un insieme di funzioni dette “invarianti”, le stesse per il bambino e per l’adulto, che consentono di ottenere informazioni dall’ambiente, comprenderle, elaborarle, memorizzarle e utilizzarle in momenti successivi grazie all’elasticità presente nell’utilizzo degli schemi mentali.

Le strutture cognitive, che si creano grazie all’interazione continua fra i processi mentali innati della persona e l’ambiente fisico e sociale, e si modificano durante la crescita per far fronte a nuovi bisogni.

4. Il bambino non è un soggetto passivo

Il bambino non è un soggetto passivo, bensì è in grado di costruire attivamente le proprie conoscenze grazie allo scambio con l’ambiente, sia fisico sia relazionale: i dati che raccoglie attraverso l’esperienza vengono assimilati dai suoi schemi mentali preesistenti, che a loro volta si modificano per adattarsi alle nuove informazioni ricevute. Non si tratta quindi solo di acquisire gradualmente nuove abilità: il bambino è attivo nell’interazione con l’ambiente e nella costruzione e trasformazione delle proprie capacità.

5. L’importanza del contesto sociale e culturale

Studiosi successivi a Piaget hanno riconosciuto l’importanza del contesto sociale e culturale nello sviluppo cognitivo del bambino, in particolare l’interazione precoce con gli adulti di riferimento. Negli scambi comunicativi quotidiani, infatti, il bambino impara a dare un’intenzione alle proprie azioni e a comprendere quelle dell’altro.

6. Il ruolo degli adulti nello sviluppo cognitivo dei bambini

Il ruolo degli adulti infatti, in questo senso, è fondamentale. Il bambino, infatti, tramite la relazione con loro, acquisisce capacità relazionali e, tramite relazioni affettive significative, incrementa anche il suo sviluppo cognitivo. Attraverso di esse, poi, il piccolo sperimenta l’interazione tra sé e l’altro, che sarà alla base delle sue relazioni future. Le primissime relazioni con i genitori, quindi, sono fondamentali per fornire quella base sicura che permetterà poi al bambino di essere a sua volta sicuro nel relazionarsi con gli altri.

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