adolescenza
Beatrice Farina

Beatrice Farina

Adolescenza e compiti evolutivi

L’adolescenza indica una fascia di età specifica, a cui è necessario dare un’attenzione specifica. Si parla di un periodo della vita complesso e in evoluzione.

Indice

1. Cos’è l’adolescenza?

L’adolescenza è quel periodo del ciclo di vita che consente di acquisire tutte le competenze più adatte per affrontare l’età adulta.

La collocazione temporale storicamente va dagli 11/12 ai 18/19 anni, anche se al giorno d’oggi questa fascia si sta allargando sempre di più, sia per quanto riguarda l’inizio (che oggi può essere datato intorno ai 10 anni), sia per quanto riguarda la conclusione, che racchiude anche la fascia di età del giovane adulto (dai 20 ai 30 anni), durante la quale si dovrebbero portare a compimento tutti i compiti evolutivi iniziati con l’adolescenza.

2. Gli effetti dell’adolescenza?

Durante questo periodo di vita, la persona si trova davanti a tantissime trasformazioni, da diversi punti di vista; in particolare, dal punto di vista celebrale, abbiamo una modifica del SISTEMA DELLA DOPAMINA, che regola la gratificazione e la ricompensa.

Nell’adolescente è ancora presente un livello base piuttosto basso, ma una maggiore attivazione rispetto all’adulto quando si è esposti a nuove esperienze. Per questo motivo, gli adolescenti tendono ad essere più impulsivi degli adulti e necessitano di fare esperienze sempre nuove e stimolanti.

Oltre al sistema della dopamina, è importante anche parlare della CORTECCIA PREFRONTALE, cioè quella parte del cervello dedicata al pensiero e al ragionamento complesso, così come alla elaborazione delle esperienze.Quest’area in adolescenza risulta meno sviluppata rispetto all’età adulta, anche se risulta invece più sviluppata l’area dedicata alle emozioni, cioè l’AREA LIMBICA.

Questo contribuisce a spiegare la grande intensità emotiva con cui gli adolescenti sembrano vivere gli eventi, la scarsa capacità di pianificazione a lungo termine e la presenza di una grande dose di creatività.

Il loro cervello, in poche parole, risulta essere un cervello che prima sente, e poi pensa. Il compito dell’adulto, in questo caso, è quello di aiutare l’adolescente a riflettere sulle situazioni e ad elaborarle nel modo più adeguato possibile.

3. I compiti evolutivi dell’adolescenza

Dal punto di vista psicologico, poi, abbiamo la presenza di alcuni compiti evolutivi che l’adolescente deve affrontare e portare a termine per entrare nel mondo adulto. Questi compiti evolutivi sono 4:

  • SEPARAZIONE E INDIVIDUAZIONE
  • MENTALIZZAZIONE DEL CORPO
  • NASCITA COME SOGGETTI SOCIALI
  • SVILUPPO DI VALORI E IDEALI
 

Il primo compito, quello di SEPARAZIONE E INDIVIDUAZIONE, coincide con la formazione dell’identità e la separazione dalle figure di riferimento. In particolare, l’adolescente in questo periodo rinuncia ai vissuti di idealizzazione genitoriale tipici della fanciullezza e si affaccia da solo, in modo autonomo, alla vita.

Allo stesso tempo, permane ancora, anche se in modo discontinuo, il bisogno di protezione e i genitori sono ancora il punto di riferimento nei momenti di difficoltà.

Per tale motivo, questa risulta essere una fase molto delicata e il processo di cambiamento deve avvenire in modo congiunto tra genitori e figli. È importante, infatti, che il genitore accetti il bisogno di autonomia e riservatezza dell’adolescente, senza però venire meno al suo ruolo genitoriale.

Il secondo compito, quello di MENTALIZZAZIONE DEL CORPO, coincide con la capacità della persona di accettare che il proprio corpo sta cambiando, si sta trasformando da corpo infantile, a corpo adulto.

Durante l’adolescenza, infatti, avvengono tantissimi cambiamenti a livello fisiologico, dovuti anche alle modificazioni ormonali, e il corpo è la prima cosa che inizia a modificarsi.

Da corpo asessuato, diventa corpo sessuale e potenzialmente generativo, da corpo onnipotente e indifferenziato, diventa corpo differenziato e vulnerabile. È importante, quindi, che la persona arrivi a “seguire con la mente” le modificazioni che stanno avvenendo e a rappresentarsi il suo nuovo corpo adulto.

Il terzo compito, quello della NASCITA COME SOGGETTO SOCIALE, coincide con l’affacciarsi dell’adolescente al gruppo dei pari e con l’allontanamento dai genitori come unica fonte di conoscenza del mondo.

Le amicizie, i primi amori, la scuola, e, in generale, il concetto di “gruppo”, risultano, infatti, importantissimi in questa fase del ciclo di vita e il soggetto inizia ad assumersi la responsabilità di un ruolo socialmente conosciuto, rispondendo anche alla domanda: “Che posto ho io nel mondo?”.

L’ultimo compito, quello della FORMAZIONE DEI VALORI, si riferisce alla possibilità dell’adolescente di creare un proprio sistema valoriale anche diverso da quello genitoriale.

Considerando questi compiti evolutivi di cui si è appena parlato, sembra ovvio riflettere sul fatto che, in adolescenza, una certa quota di crisi e di fatica è fisiologico, ed è importante considerarla non soltanto come un pericolo, ma anche come un’opportunità di crescita.

La crescita, poi, è qualcosa che deve essere messo in atto non soltanto dall’adolescente come soggetto singolo, ma dall’intero sistema familiare, che deve aiutare la persona ad affrontare e superare le crisi che si presentano, tenendo sempre conto dei compiti evolutivi.

Adolescenza e compiti evolutivi

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