iperattività nei bambini
Giuditta Mastrototaro

Giuditta Mastrototaro

Pedagogista

Iperattività: come calmare un bambino vivace?

Iperattività e bambini: cosa c’è da sapere.
La visita al supermercato è un incubo? Tuo figlio non sta fermo un minuto, è sempre agitato e iperattivo?
Se ti è capitato almeno una volta di vivere questa situazione e hai pensato “dove ho sbagliato!?”, in questo articolo capiamo insieme cosa porta i bambini a muoversi di continuo, a toccare tutto ciò che incontrano e se si tratta davvero di iperattività. Cosa c’è dietro realmente?

Indice

Iperattività: una parola che è come uno spettro per molti genitori.

Quante volte ci sentiamo stanchi e impotenti di fronte ad un figlio che è molto agitato?

Corre invece di camminare, tocca ogni cosa che incontra, sembra non ascoltare quando gli si parla e finisce per fare a modo suo. 

È facile, in questi momenti di sconforto, pensare che nostro figlio soffra di iperattività.

Spesso tendiamo a classificare come “iperattivo” un bambino che, in realtà, è semplicemente vivace.

Ti rassicurerà almeno un po’ sapere che non lo fanno per dispetto o per cattiva educazione. Ci sono delle ragioni per cui i bambini si comportano in un certo modo. 

In questo articolo vediamo insieme alcuni elementi da tenere in considerazione per comprenderli meglio.

 

È giusto parlare di iperattività?

È facile etichettare i bambini quando non si comportano secondo le nostre aspettative o il modo in cui riteniamo di averli educati.

È capriccioso. È iperattivo. Non mi dà retta.

La verità è che non sono i bambini che non seguono le nostre regole e indicazioni. Viceversa, siamo noi adulti che non ci sforziamo di comprendere il loro modo e di accogliere le loro risposte agli stimoli che ricevono costantemente.

Ecco alcuni suggerimenti per comprenderli meglio.

1. Guardano al mondo con magia

Anche se cerchi di spiegare a tuo figlio che non deve toccare i prodotti che sono esposti sui banconi del supermercato, probabilmente poi farà il contrario.

Ti guarderà, ti dirà di sì con la testa, come a dire “Ho capito!”, salvo poi non resistere e toccare tutto quello che vede. 

È importante tenere a mente che per i bambini non ci sono sempre spiegazioni logiche e coerenti. Le ragioni di ciò che accade possono essere magiche, come attribuire un’anima o una volontà a un oggetto. 

Potremmo quasi dire: non è tuo figlio che tocca i prodotti, bensì i prodotti che giocano con lui. 

Se riuscissimo a vedere il mondo con gli occhi dei bambini, ci renderemmo conto che guardano il mondo con magia e meraviglia, specie quando sono molto piccoli e ogni occasione è una scoperta.

2. Vivono nel qui e ora

Quanto più sono piccoli, tanto più i bambini sono ancorati al presente, al pensiero concreto. 

Per questo motivo non riescono a prevedere gli effetti dei loro comportamenti sugli altri, tanto meno sono in grado di mantenere la promessa fatta di non toccare nulla.

Quando si trovano di fronte ad uno stimolo molto interessante, come ad esempio i prodotti di un supermercato, la tentazione è troppo forte e impossibile da reprimere. 

I bambini imparano osservando tutto ciò che hanno intorno: i colori, il peso, la consistenza di tutto quello che toccano. 

Non lo fanno per farci un dispetto, perché soffrono di iperattività o perché non vogliono ascoltarci. 

Se invece attribuiamo al comportamento dei bambini dei valori morali e pronunciamo frasi come “Sei un bambino capriccioso” oppure “Non hai rispetto per nessuno”, siamo fuori strada.

Infatti, è solo molto più avanti, nell’età della scuola elementare, che il bambino inizia a sviluppare un pensiero morale, a distinguere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, sia nei propri confronti, che per gli altri. 

Evitiamo quindi di colpevolizzare i bambini: il loro modo di comportarsi è strettamente legato alla loro età e alla fase di sviluppo in cui si trovano.

3. Imparano se agiscono.  

Agire è un comportamento spontaneo e naturale. 

Il bambino non impara da quello che gli spieghiamo a voce o con esempi, ma da quello che sperimenta in prima persona. 

I cinque sensi (guardare, ascoltare, gustare, odorare, manipolare) sono gli strumenti che i bambini usano per comprendere il mondo che li circonda, attraverso il pensiero motorio, come ci ha insegnato lo psicologo J.Piaget. 

Un bambino, per tutta la prima e la seconda infanzia, ha una capacità di attenzione massima di 10/15 minuti.

È per questo motivo che non riesce a stare fermo per molto tempo. 

Inoltre, è normale che ci siano incidenti continui con gli oggetti che prende in mano o che tocca in giro per casa: infatti, i bambini li prendono con le migliori intenzioni, ma fintanto che non hanno piena padronanza del loro corpo e di come si tiene in mano un oggetto, questo cadrà sempre per terra. 

Cara mamma, ci credo che tu faccia molta fatica al supermercato per impedire a tuo figlio di far toccare, aprire e giocare con la merce in esposizione. 

Ricorda che tuo figlio non va etichettato come dispettoso o iperattivo.

Il suo comportamento è solo il riflesso del modo con cui sta esplorando e conoscendo il mondo.

Piuttosto tieni presente che tutto ciò accade perché il supermercato non è la cornice adatta per un bambino e in quelle occasioni gli adulti rischiano di fare richieste inadeguate, rispetto alle capacità di comprensione del bambino.

Come comportarsi quindi?


Adesso che abbiamo scoperto che non esistono bambini capricciosi o iperattivi e che i nostri figli guardano al mondo con magia, è importante capire come comportarsi con loro.

Cosa fare affinché si possa instaurare una relazione positiva? Che cosa è in potere dei genitori affinché si evitino degli scenari spiacevoli?

Vediamo insieme le tre principali azioni da fare.

 

1. Prevenire situazioni complesse da gestire. 


Se il tuo bambino non riesce proprio a stare fermo, oppure tende a interagire molto sul piano fisico, cerca di non esporlo ad ambienti o situazioni non adatti a lui.

Questo perché potresti cadere in reazioni poco educative, piene di pretese o magari di rabbia, finendo per esasperarti a causa della situazione in cui ti ritrovi.

Difficilmente un atteggiamento aggressivo porta il bambino a rispondere come vorremmo. 

Invece è più facile che, spaventato, il bambino ubbidisca sul momento ma poco dopo riprenda con l’atteggiamento che gli abbiamo vietato o, che una volta cresciuto, imiti le nostre reazioni.

 

2. Riconoscere le nostre aspettative di adulti

Aspettarsi che un bambino sia tranquillo e composto, ad esempio al supermercato o a tavola, è qualcosa che non possiamo proiettare sui nostri figli.

Per la stessa ragione, sperare oppure che la mattina facciano colazione o si vestano in fretta è spesso irrealistico. 

In realtà, la lentezza con cui i bambini fanno le cose (allacciarsi le scarpe, infilarsi la giacca, mangiare ciò che hanno nel piatto, ecc.), dal punto di vista educativo, non è un qualcosa da velocizzare e adeguare ai nostri tempi, ma un modo naturale che i bambini utilizzano per crescere nelle loro competenze.

Insomma, ognuno ha i suoi tempi ed è corretto rispettarli, specie se dietro l’apparente lentezza si nasconde un importante apprendimento.

 

3. Lasciamogli il tempo per imparare giocando

Un ultimo aspetto da tenere in considerazione è che una volta accettato che il bambino impara dall’esperienza, occorrerà dargli anche il tempo per regolare i propri comportamenti in base alle situazioni. 

Concediamogli la possibilità di imparare a fare le cose giocando. 

Possiamo ad esempio coinvolgere i bambini a svolgere le attività quotidiane utilizzando la fantasia e il gioco per aiutarli a vestirsi, lavarsi e fare colazione. 

Il gioco del “far finta” è un ottimo modo attraverso il quale i bambini possono rielaborare e dare ordine e sequenzialità alle azioni di tutti i giorni.  

Conclusioni

Se ci sono comportamenti dei nostri figli, grandi o piccoli, che non riusciamo a comprendere e che ci stanno facendo vivere con più fatica la nostra relazione con loro, può essere utile fare un pò di chiarezza.

Prova a chiederti: “Quali sono i sentimenti di mio figlio?”, “Quali sono i suoi bisogni?”, “Sto facendo delle richieste adeguate allo sviluppo cognitivo ed emotivo?”, “C’è un altro modo che posso utilizzare per non reiterare i comportamenti che non mi piacciono?”

Non c’è un solo modo per affrontare un problema.

Dobbiamo ricordarci però che se facciamo sempre le stesse cose, otterremo sempre gli stessi risultati. Nella vita, come nell’educazione dei figli.

Riuscire a cambiare prospettiva, ci aiuterà ad attivare maggiormente il nostro pensiero creativo e la nostra intelligenza emotiva ed empatica.

Se vuoi approfondire l’argomento e confrontarti con me e altri genitori sul tema dell’iperattività e dei capricci, ti aspetto nella community di Parentube.

Un saluto,

Dott.ssa Giuditta Mastrototaro, pedagogista

Pensi che tuo figlio soffra di iperattività? Si muove sempre e non ubbidisce? Scopriamo insieme alla dott.ssa Mastrototaro cosa c'è davvero dietro

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